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Brusciano, Giacomo Romano resta sindaco: il Consiglio di Stato respinge il ricorso contro la sua elezione.



BRUSCIANO -  Resta al suo posto il sindaco Giacomo Romano. Dopo il Tar anche il Consiglio di Stato ritiene infondate le motivazioni presentate contro le elezioni amministrative.

Casus belli: la chiusura del comune a mezzogiorno in punto che aveva impedito al cartello con Giuseppe Montanile, candidato sindaco di partecipare alla competizione elettorale. Secondo i ricorrenti. l’ufficio elettorale avrebbe dovuto accettare le liste e mantenere ancora aperta la porta d’accesso al palazzo di città.

Il ricorso era stato presentato da Antonio  Cipollaro, che  in qualità di cittadino elettore, chiedeva l’annullamento del verbale di proclamazione degli eletti alla carica di consiglieri comunali del Comune di Brusciano, lamentando l’illegittimità dell’intero procedimento per :
i) violazione dell’art. 28 d.p.r. 16.5.1960 n. 570 -che prevede che il Segretario generale dell’ente abbia l’obbligo di accettare le liste pervenute, anche con ritardo, ovvero che risultino incomplete sotto il profilo documentale, indicando l’orario in cui le stesse siano state presentate- in quanto l’illegittima chiusura, alle ore 12:00, della porta di accesso agli Uffici del Comune di Brusciano aveva impedito, tra gli altri, ai presentatori di due liste, a sostegno della candidatura alla carica di Sindaco dell’avv. Giuseppe Montanile, di accedere agli uffici per presentare le rispettive candidature;
ii) violazione dell’art. 60 d.p.r. N. 00839/2022 REG.RIC. 16.5.1960 n. 570 in relazione all’art. 72 d.p.r. 18.8.2000 n. 267, per l’illegittimità del provvedimento di proclamazione dell’avv. Giacomo Romano alla carica di Sindaco del Comune di Brusciano per mancanza del quorum richiesto dall’art. 60 del citato d.p.r. 570/1960. 1.2.

Il giudice adito, con sentenza n. 190/2022, respingeva il ricorso, rilevando che: i) le censure di cui al primo motivo di ricorso- sebbene prospettate come vizio inficiante in via derivata l’atto di proclamazione dei consiglieri eletti- erano inammissibili perché già scrutinate sia dal T.A.R. che dal Consiglio di Stato.

“Finisce un incubo”, commentano i consiglieri comunali.  La  Camera di Consiglio si è riunita il  5 aprile ed era composta dai magistrati: Carlo Saltelli, Presidente Antonella Manzione, Consigliere Carla Ciuffetti, Consigliere Carmelina Addesso, Consigliere, Estensore Maria Stella Boscarino.

 


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