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Marigliano, GD: DDL ZAN una legge contro le discriminazioni

Ne parla Lucrezia Passarelli, membro dei GD di Marigliano

MARIGLIANO- Lunedì 21 giugno i Giovani Democratici di Marigliano hanno organizzato un incontro ed un dibattito online per discutere sulle tematiche del DDL Zan. Dopo l'intervento iniziale del segretario dei GD di Marigliano, Lorenzo Cerciello, la relatrice, Lucrezia Passarelli, ha smontato quelle che sono le critiche più frequenti relative a questo Disegno di Legge. Riportiamo di seguito le sue considerazioni:

“Il DDL Zan è il disegno di legge che prende il nome dal suo promotore, Alessandro Zan, che ha come obiettivo prevenire e combattere le discriminazioni fondate sul sesso, sul genere, sull’orientamento sessuale, sull’identità di genere e sulla disabilità. A causa, però, di una cattiva propaganda fatta su tale disegno di legge sono tanti i dubbi sorti in merito alla liceità di quest’ultimo: è il DDL Zan una legge liberticida? Esso comporta una diminuzione dei diritti degli eterosessuali? Introduce l’ora di educazione sessuale nelle scuole? A queste domande possiamo rispondere mediante la lettura dei dieci articoli del DDL Zan. Il DDL Zan non è una legge liberticida perché non introduce, come spesso erroneamente è stato detto, il reato d’opinione, ma introduce una sanzione qualora quell’idea diventi il movente di una discriminazione. L’art. 4 del DDL Zan sancisce: “Ai fini della presente legge, sono fatte salve la libera espressione di convincimenti od opinioni nonché le condotte legittime riconducibili al pluralismo delle idee o alla libertà delle scelte, purché non idonee a determinare il concreto pericolo del compimento di atti discriminatori o violenti.” Per cui, ad esempio, si potrà continuare ad esprimere la propria opinione contraria all’omosessualità, per quanto l’orientamento sessuale di un individuo non dovrebbe essere soggetto a giudizi di terzi, ma non si potrà insultare e picchiare una persona per strada perché omosessuale. E da quest’ultimo periodo che spesso si muove un ulteriore dubbio e cioè perché introdurre un reato per tutelare gli omosessuali, non ci basta affermare che nessun essere umano deve essere discriminato? Questo DDL Zan determina, quindi, una diminuzione dei diritti degli eterosessuali? Assolutamente no. Negare che le persone facenti parte della comunità LBGT+ vengano discriminate, vuol dire negare l’evidenza, ma, in qualsiasi caso, la legge Zan non tutela soltanto gli omosessuali, ma anche gli eterosessuali e tutte le altre persone con orientamenti sessuali diversi. In definitiva il DDL Zan tutela le persone che vengono discriminate in base al proprio orientamento sessuale, qualunque esso sia, per cui anche un eterosessuale è tutelato da tale legge. Il DDL Zan, oltre che prevedere delle sanzioni penali in caso di atti che pregiudichino una persona a causa del proprio sesso, genere, orientamento sessuale e identità di genere, prevede anche che vengano fatte attività si sensibilizzazione e cultura per combattere l’omofobia, la transfobia e la bifobia, sia fuori che all’interno delle scuole, ma non introduce, come spesso è stato detto, l’ora di educazione sessuale, ma, come previsto all’art 7, si prevede che le scuole operino nel rispetto del piano triennale dell’offerta formativa, quindi senza aggiungere alcuna ora extra rispetto al piano di studi. Altro tema particolarmente discusso riguardo questo Disegno di Legge è quello dell’identità di genere, per cui proviamo a fare chiarezza leggendo l’art 1 del DDL Zan e in particolar modo la lettera d: “Per identità di genere si intende l’identificazione percepita e manifestata di sé in relazione al genere, anche se non corrispondente al sesso, indipendentemente dall’aver concluso un percorso di transizione.” Per comprendere a pieno cosa sia l’identità di genere, ci sembra opportuno attuare una distinzione tra l’essere una persona cisgender ed una transgender. Con la parola cisgender intendiamo un soggetto per cui la propria identità di genere coincide con il proprio sesso. Una persona transgender, al contrario, è un soggetto che non si rispecchia nel proprio sesso, ma decide di intraprendere un percorso di transizione.”

Questi e tanti altri sono stati gli interrogativi a cui Lucrezia Passarelli ha provato a rispondere attraverso la lettura del testo di legge,con l’obiettivo di smontare le critiche infondate e di natura ideologica che sono state nel tempo fomentate da partiti politici contrari all’approvazione di un disegno di legge che determinerà il progresso di una società.


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