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Brusciano, ex sindaco Giuseppe Montanile sotto scorta



BRUSCIANO -  E' sotto scorta l'ex sindaco di Brusciano, Giuseppe Montanile, per le minacce ricevute dalla malavita locale, in seguito alle dure misure adottate per contrastare la criminalità dilagante. In primis le telecamere puntate nelle zone controllate dai clan in lotta per la gestione degli affari illeciti della zona, tra cui le notorie  piazze dello spaccio.

Una misura che ha contribuito a fare chiarezza su numerose inchieste, decimando le famiglie malavitose locali. Proprio nei giorni scorsi,   un ennesimo agguato fu compiuto in un supermercato dove fu selvaggiamente picchiato un esponente di un clan ( un uomo e non una donna come si era detto ), che secondo le prime ricostruzioni, avrebbe ricevuto  una punizione esemplare  per uno sgarro perpetrato  nei confronti del clan di riferimento. 

Una tangente riscossa e  non versata? Tante le ipotesi al vaglio degli inquirenti. Le indagini sono tuttora in corso.  Intanto proprio mentre  ieri 4 marzo, il sindaco Giuseppe Montanile, era dal prefetto di Napoli, Marco Valentini, che gli comunicava le misure adottate a tutela della sua persona e della sua famiglia, 14 consiglieri comunali hanno rassegnato le dimissioni davanti al notaio decretando la fine dell'esecutivo.

"E' stato un atto davvero irresponsabile,  lunedì aspetterò il viceprefetto Roberto Esposito e lo saluterò. Ho lavorato con abnegazione e nell'interesse della collettività mettendo alla porta la criminalità locale e rispondendo al bisogno di sicurezza della cittadinanza. Non un centesimo ho sottratto alle casse comunali".

Montanile si era schierato apertamente contro la criminalità locale fin dall'inizio del suo insediamento: aveva organizzato un consiglio comunale anticamorra e una marcia proprio nella roccaforte della mala locale, il quartiere di edilizia popolare '219. L’ex sindaco è ritenuto un obiettivo sensibile. La camorra qui ha già ucciso.  Nel 2019 fu colpito da una gragnola di proiettili, fuori al cimitero,  dove aveva la postazione di fioraio e di venditore di lumini, il 44enne, Fortunato de Longis, detto Francuccio. La sua colpa: aver denunciato il racket.

Nel frattempo arriva l’affondo dell’ex sindaco Giuseppe Montanile:”Non ho avuto nessuna telefonata di solidarietà, eppure con onestà e coraggio ho detto alla criminalità che i loro reati  sarebbero stati denunciati e che le loro minacce non ci interessavano.  Sono stati arrestati soggetti pericolosi che mettevano a repentaglio lo sviluppo e l’incolumità”. 

E aggiunge: “Con questo modus operandi si torna indietro. Il paese ora è pulito. Il bilancio rischiava il dissesto nel 2020 per problemi pregressi.  Vado via a testa alta. Questa volta il commissario viene per una scelta irresponsabile, non per esercitare  un lavoro ispettivo come è avvenuto in passato quando il comune fu sciolto per infiltrazioni camorristiche.  Il cimitero degradato?  E’ colpa di chi ha preso i soldi dei loculi e che dopo 8 anni non li ha consegnati, non certo  mia. Grazie a tutti coloro che mi sono vicini, andremo avanti con il cambiamento". 


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