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Somma Vesuviana, operai Dema dal sindaco



SOMMA VESUVIANA -  “Purtroppo siamo al punto di partenza. C’era un Piano di Rilancio della Dema che doveva servire a non trovarci più nelle problematiche occupazionali. Dopo pochi mesi siamo invece al punto di partenza. L’8 di Settembre ci è stato spiegato che il 10, non avremmo avuto lo stipendio di Agosto e che il 16 ci comunicherebbero le modalità di pagamento dal 20 a fine mese. Sicuramente la pandemia ha messo le imprese in difficoltà ma siamo in presenza di un’azienda alla quale istituzioni e sindacato hanno dato una mano cercando di dare salvare i livelli occupazionali. Il sindaco ci ha ricevuto per chiedere l’apertura di un tavolo istituzionale che faccia chiarezza e che parli alla proprietà della Dema e non solo alla dirigenza. Non vediamo la possibilità di uscirne da soli da questa situazione. La Dema ha 330 dipendenti in Campania più la Puglia per un totale di circa 700 dipendenti”. Lo ha affermato Andrea Morisco Rappresentante Sindacale. Il sindaco di Somma Vesuviana, Salvatore Di Sarno, ha ricevuto una delegazione di operai recatasi in corteo da Via San Sossio dove c’è la sede della DEMA.

La Dema è una delle realtà più importanti nel settore aereospaziale.

“Siamo dinanzi ad un atteggiamento non tollerabile. Non è più possibile parlare di crisi dopo numerosi tavoli istituzionali. Gli operai hanno il diritto di sapere, di conoscere quale sarà il loro futuro. Poco tempo fa abbiamo assistito alla presentazione di un nuovo equipaggiamento aereospaziale ed ora ci ritroviamo al punto di partenza e a parlare di stipendi  - ha dichiarato Salvatore Di Sarno, sindaco di Somma Vesuviana, nel napoletano - e di problematiche occupazionali che rappresentano temi davvero importanti per un uomo o una donna che si alza la mattina e deve portare a casa il frutto del proprio lavoro. La Dema è una realtà importante per il nostro territorio, 330 dipendenti. Noi abbiamo già in passato fatto da tramite tra istituzioni nazionali, regionali, proprietà Dema e lavoratori affinché nascessero tavoli istituzionali per dare quel supporto tecnico che c’è stato sia da parte della Regione che da parte del Governo Nazionale. Oggi non è più possibile parlare di crisi. Gli operai hanno il diritto di sapere cosa accadrà a questa azienda. Noi ci impegneremo affinché questo tavolo si ricomponga perché si parla di 700 lavoratori tra Campania e Puglia che stanno soffrendo perché non sanno più cosa fare e dove andare”.


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