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Governo: il 5 marzo scadrà l'ultimo Dpcm in vigore, attesa per i nuovi provvedimenti

"A preoccupare è l'aumento dei contagi, dell'indice Rt e la velocissima diffusione delle varianti Covid"

Il 5 marzo scadrà l'ultimo Dpcm in vigore e toccherà al nuovo governo Draghi prendere le decisioni per i prossimi mesi, ancora in piena emergenza Coronavirus. A preoccupare è l'aumento dei contagi, dell'indice Rt e la velocissima diffusione delle varianti Covid. Domani il Consiglio dei ministri licenzierà il nuovo decreto legge per prorogare fino al 5 o al 31 marzo il divieto di spostamento tra Regioni che scade giovedì.  

Sulla possibilità di una Italia tutta arancione, ovvero di restrizioni  per l'intero territorio nazionale, si sono registrati dissensi all'interno della Conferenza delle Regioni.  Al momento, sembra che il sistema regionale dei tre colori (rosso, arancione, giallo), a seconda delle fasce di rischio, resterà, si potrebbe cercare di agire soprattutto a livello provinciale e comunale, con le zone rosse che, dunque, scatterebbero qualora venissero riscontrati dei focolai.

 

 Il coprifuoco scade il 5 marzo ed entro quella data il governo dovrà decidere se confermarlo o eliminarlo. 

 Una questione molto importante riguarda la situazione dei ristoratori, che hanno visto crollare i fatturati e che invocano la possibilità di alzare le serrande a cena (fino alle 22) nelle zone gialle e, almeno a pranzo, in quelle arancioni. L'idea, che, stando alla voce di Coldiretti, salverebbe l'80% degli incassi dei ristoranti, è di farlo evitando code e servizio al banco, mantenendo l'obbligo della mascherina nei locali, distanziando di un metro tavoli e luoghi di passaggio e limitando a 4 le persone non conviventi che potrebbero sedere alla stessa mensa. La speranza è che dal 6 marzo si possa tornare a cenare nei locali. 

Lezioni individuali in palestra e 10 metri quadrati per persona in piscina sono le regole principali stabilite dal Ministero dello Sport e accettate dal Comitato tecnico scientifico per permettere agli impianti sportivi di tornare ad accogliere gli appassionati dal 6 marzo.  Ma si ritiene particolarmente importante il ritorno alla fruizione delle attività fisiche, soprattutto  negli individui con patologie croniche e negli anziani, nei quali il benessere psico-fisico acquisisce una dimensione fondamentale sullo stato di salute". Entrando più nello specifico, "in zona arancione": oltre alle attività consentite nelle aree ‘zona rossa’ (sport individuali all’aperto, ndr), sono consentite nelle palestre, piscine e tensostrutture le attività sportive di base individuali, anche acquatiche, e le attività sportive dilettantistiche non di squadra o di contatto; sono inoltre consentiti gli allenamenti per le attività sportive di contatto e per gli sport di squadra esclusivamente se svolti in forma individuale, nel rispetto del distanziamento e del divieto di assembramento. Consentite le attività sportive e di danza indirizzata ai bambini in età scolare, in coerenza con l’apertura delle scuole".

Poche certezze cinema e teatri. La riapertura il 6 marzo è in fase di valutazione, ma è probabile che il divieto venga prorogato di ancora un mese. C'è molta preoccupazione nel mondo dello spettacolo. 

 

 


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