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Somma Vesuviana, Don Alfonso Pisciotta viandante anche nella morte



SOMMA VESUVIANA - E' stato viandante anche nella morte don Alfonso Pisciotta, stroncato da un infarto. La sua salma e' stata trasferita dalla casa paterna alla chiesa di San Giorgio, a Somma, senza passare per la chiesa di San Marcellino dove aveva maturato la sua fede da chierichetto con don Antonio Rossi, il parroco di prossimità, amico dei ragazzi e della collettività  .

 Chi lo ha avevo visto crescere e che  conosceva la forza e la sincerità  della sua missione pastorale si aspettava che la camera ardente fosse allestita nella chiesa madre della sua comunità, la comunità Lausdominese. Poco più di 100 metri lo separavano dal luogo di culto in cui insieme a tanti amici di Azione Cattolica aveva condiviso l' amore per il prossimo.

 Eppure questo passaggio non c’è stato. Se ne è andato con San Marcellino nel cuore e con don Antonio Rossi,  in punta dei piedi.  Commoventi le parole dell' ex vescovo di Nola, Beniamino Depalma che ben conosce le tante complessità e vicende del decanato.

 Rivolgendosi direttamente a don Alfonso, l' Alfonsino di Lausdomini che fin da quando frequentava le elementari proteggeva i suoi coetanei dai bulletti di paese, dice:" Hai rifiutato la mediocrità" del Ministero. Hai portato avanti il volto di don Antonio Rossi. Curavi la tua vita con la lectio di Dio. Sei sempre corso dove ce n' era bisogno. Hai fatto  il pellegrinaggio di parrocchia in parrocchia. Sei stato il viandante  della chiesa e del vangelo. Abbiamo condiviso 17 anni di vita spirituale.  Te ne sei andato in fretta,  in silenzio e con riservatezza,  come la tua persona. La tua morte però ha fatto chiasso,  sentiamo la tua mancanza. Siamo felici solamente  perché sappiamo che tu ora sei felice. Nessuno sa che ti stavi preparando ai  quarant’anni di sacerdozio: Alfonso  lo celebrerai davanti a Dio . Prega per i tuoi figli, per il popolo di questa chiesa e per  tutte le comunità dove sei passato. Davanti a Dio non ci dimenticare. Grazie e riposa in pace".

 Tra commozione e scroscianti applausi se ne è andato un grande teologo, un' eccellenza del territorio,  un sacerdote di profonda fede e cultura, che da insegnante al seminario ha formato tanti ragazzi e  giovani preti che portano avanti la sua visione di chiesa, vista come fonte di consolazione e di conforto per i fedeli. Una porta sempre aperta per i pellegrini che bussano prestando ascolto e sorriso: era un Lausdominese che ben comprendeva la profonda fede che ogni residente prova per il suo protettore.


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